Arte-Mondo – Storia dell'arte o Storie dell'arte

by Emanuela De Cecco
02 November 2014

E' un fatto, che la critica moderna creda nella forte limitazione delle “periodizzazioni”: Rinascimento, Barocco, Pop Art, Transavanguardia... suddividere l'arte tutta, inclusa quella post-coloniale, in correnti così definite, diviene ormai atteggiamento insufficiente. Sia per l'arte che non necessariamente vuole essere etichettata, sia per quegli artisti il cui metodo di approccio non permette una classificazione precisa entro un range di produzione artistica comune.

E' nei loro confronti che cresce e si sviluppa l'idea delle “Storie” dell'arte. Il plurale deriva appunto da un approccio multiplo verso esperienze che includano gruppi emarginati oppure singole voci narranti ,generalmente fuori dal coro. Non è più il caso di cercare l'arte solo lì dove fino a pochi decenni fa la si poteva trovare senza sforzo alcuno. Entreremo a contatto con l'arte primitiva, con gli studi antropologici delle culture tribali transoceaniche, con l'arte scenica di diverse artiste islamiche, oppure con quella calligrafica del simbolismo arabo. Un atteggiamento che nel linguaggio informatico moderno definiremo multitasking, la possibilità cioè di affrontare l'arte da diversi punti di vista, seguendo differenti percorsi di studio (come quello antropologico) per comprendere meglio noi attrvaerso ciò che non siamo, prendendo finalmente in considerazione il concetto di “altro”.

 

 

 

Si spezza così un cordone ombellicale che da sempre nutriva le radici della disciplina artistica occidentale. La Storia dell'arte diventa “le Storie”, si moltiplica, aprendosi ad un ventaglio di possibilità molto piu vasto ed estremamente complesso. Tenendo conto della diversità, il campo si apre a concetti come, accettazione, globalizzazione, diaspora. La Storia dell'Arte di chi? Come sostenere la nuova interdisciplinarità tra arte, letteratura, antropologia, estetica e semiotica? Basta davvero una sola Storia dell'Arte?

 

 

 

Queste le questioni che scaturiscono dall'apertura delle frontiere prima commerciali poi del pensiero artistico del panorama mondiale.Non senza ragione ci si troverà di fronte alla parola “diaspora” (dispersione, movimento, migrazione) quale elemento trainante di tutto il dibattito.

 

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