Pittura ed esperienze sociali nell'Italia del Quattrocento

by Michael Baxandall
23 August 2014

 

Baxandall è “l'occhio del quattrocento”. Questo saggio ci permette di rispondere anzi tutto ad una domanda fondamentae: cosa significava “opera d'arte” nella società Rinascimentale?

 

“un dipinto del XV secolo – dice Baxandall - è la testimonianza di un rapporto sociale”

 

Questo rapporto sociale riguardava certamente Mecenate e Artista. Ma sotto quante forme è possibile dividere un Mecenate? Oppure in quante altre un Artista? Poteva infatti trattarsi di un Duca o di un Re, del buon nome di una famiglia, di un'intera comunità cittadina oppure di una congregazione clericale. Al contenpo fare riferimento al singolo artista poteva anche rimandare alla possibilità di contare su uno sforzo comune di un'intera bottega, secondo le gerarchie vigenti al suo interno. E cosa dire a proposito degli agenti, dei commercianti, dei filosofi, delle dottrine religiose che l'opera si proponeva di evocare; quante esperienze sociali poteva comprendere un dipinto?Devozione al Signore, ringraziamento o memoria nei confronti di una città e dei propri rappresentanti, suscitare semplice ammirazione estetica, rendere gradevole gli interni di ambienti dimenticati o esaltare la magnificenza di altri più importanti e rappresentativi.

 

Ad ogni modo, l'opera d'arte ha sempre preteso che ogni pedina che si muovesse intorno a lei intavolasse un vero e proprio “rapporo sociale”, con scambi di opinioni, dettami, rigide regole contrattuali da seguire ed infine di un compenso concordato con tanto di scadenze.

 

“E' molto difficile avere un idea di cosa significasse essere una persona di un certo tipo in una certa epoca ed in un certo luogo. E' qui che lo stile pittorico è utile.”

 

Simone Lombardo

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