Norwegian Wood

by Murakami Aruki
17 July 2014

La vicenda si dipana sul finire degli anni ’70 a Tokyo, Watanabe Toru – giusti i riferimenti concordanti della critica al Giovane Holden, citato perfino nel libro e le cui indimenticabili caratteristiche comportamentali si ritrovano quasi tutte nello studente ventenne di Murakami – arriva da una città di provincia e si iscrive al primo anno di università: quella a cui si assiste è dunque un’iniziazione relazionale e sentimentale, condita probabilmente da qualche stereotipo di troppo ma anche da una autentica e coinvolgente partecipazione emotiva. Attorno a sé troppi episodi dolorosi che influiscono, ad esempio, sulle esistenze delle due ragazze tra le quali il suo animo si sente diviso; ma anche su figure meno significative, che entrano ed escono nella vita del protagonista e che in qualche modo incidono sulla scelta costante di un isolamento ricorrente e pervicace. Tornano utili, allora, le terapie classiche alle quali tutti i giovani di quell’età finiscono per ricorrere: una consuetudine quantitativa con i rapporti sessuali, un ricorso giornaliero a dosi massicce di alcol e, in generale, una tendenza irreversibile allo sballo inconsapevole. Tecniche che però, sia detto a merito dell’autore, non distolgono mai l’attenzione di chi legge dal tema portante del volume; che sa peraltro poco di oriente e di Giappone, fatta eccezione per l’elemento distintivo dell’alimentazione, quella sì tipicamente nipponica. E forse non un è caso, visto che – come confessa lo stesso Murakami in una nota a chiusura – Norwegian Wood è stato scritto in lungo soggiorno romano a metà degli anni Ottanta; è intriso di riflessi occidentali come lo stesso titolo testimonia; ed è forse destinato in prevalenza a questa parte del mondo.

The ItalianBookClub Staff

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